Chiesa San Giacomo Maggiore

la Chiesa di San Giacomo maggiore

Descrizione

L’edificazione dell’ attuale Chiesa di S. Giacomo Maggiore risale alla seconda metà del sec. XIX: l’incremento demografico registrato a Civitella in questo periodo infatti, rese necessaria la costruzione di una nuova e più ampia Chiesa parrocchiale. Per tale ragione il tempio trecentesco del patrono fu abbattuto e sulla stessa area venne edificata la Chiesa come la vediamo oggi.

Il progetto del nuovo edificio venne affidato all’architetto Francesco Vespignani, che nel disegno si ispirò alla chiesa d Santa Maria della Misericordia realizzata dal padre Virgilio nel cimitero del Varano a Roma. Lo stesso Vespignani diresse i lavori di costruzione che iniziarono il 7maggio 1868.
Il 5 ottobre 1890 la Chiesa fu consacrata a San Giacomo Maggiore Apostolo dall’ abate ordinario Francesco Leopoldo Zelli, come testimonia un’ iscrizione in latino su tavola di finto marmo collocata sopra la porta maggiore.
Caratteristiche architettoniche e pittoriche.

La facciata presenta una scalinata di 15 gradini in travertino, fiancheggiata da due muri con rivestimento a cortina, che immette nel vestibolo, che è sorretto da due colonne. Di fronte si aprono tre porte con riquadri di castagno e stipiti scorniciati di pietra locale. Nell’ atrio sono murata antiche epigrafi funerarie. La parte superiore, valea a dire l’alzato della navata centrale, ha tre finestroni arcuati e termina con un timpano con architrave, su cui corre 1’iscrizione dedicatoria a San Giacomo Maggiore Apostolo.

Sul lato destro dell’edificio il campanile, in stile dorico, misura 38,5 m di altezza ed è suddiviso in tre ordini, ciascuno con il suo cornicione. Nella parte centrale di ogni facciata sono situate, nel primo ordine, una finestra rettangolare e, negli ordini superiori, due finestroni arcuati.
L’ interno è a tre navate, divise da otto colonne con capitelli corinzi e sormontate da archi romanici. Il soffitto è a capriate in legno, ha due spioventi con cassettoni di castagno, pino e abete e con decorazioni a cielo stellato.

I finestroni a sesto circolare sono costituiti da lastre di cristallo doppio con fascia gialla intorno e motivi circolari color rubino Negli spazi tra i finestroni si vedono otto angeli, dipinti da Salvator Nobilis che raffigurano: la Fede con due emblemi del calice e della croce; la Speranza con l’ancora; la Carità con la fiaccola; la Prudenza con la serpe; la Giustizia con le bilance; la Temperanza con lo specchio e la Fortezza con la spada.

Le pareti che scendono fino alla trabeazione sono dipinte in chiaroscuro. Con la stessa tecnica è stata realizzata la volta dell’abside, parte con finti cassettoni e parte con riquadri, mentre al centro è raffigurata la colomba dello Spirito Santo. Nell’abside sono inoltre degne di nota le due cantorie, costituite da loggiati e balaustri sorretti da mensoloni a fogliami, verniciate a marmo bianco venato. Sotto le cantorie si aprono due porte, che ricordano quelle d’ingresso e immettono rispettivamente alla sagrestia e alla canonica.

Per mezzo di due gradini marmorei a tutta lunghezza si accede all’altare maggiore. Questo è stato realizzato con i marmi provenienti dalla demolizione della chiesa di S. Elena in Roma ed è ornato da una croce di metallo dorato su sfondo circolare di malachite. Dietro l’altare è dipinta in affresco l’apoteosi di 5. Giacomo, opera di Salvator Nobilis. L’apostolo è sorretto da due angeli, che portano l’uno il bordone da pellegrino e il giglio della purezza, l’altro la palma del martirio.

Sopra gli altari delle navate minori sono invece collocati quattro quadri ad olio, tre dei quali sono pero del Bubali: il primo raffigurante 5. Rocco in abito da pellegrino col cane; il secondo la Vergine Immacolata sostenuta da una schiera di angeli, il terzo S. Giuseppe col bambino, in atto di invitare le anime del Purgatorio a salire al cielo con l’aiuto degli angeli. Un quarto quadro, raffigurante san Benedetto, è invece opera di C. Porta. In fondo alle navate minori, ai lati del presbiterio, due nicchiette custodiscono le immagini del Sacro Cuore e di San Francesco D’Assisi. Nella parte opposta, ai lati dell’entrata, si aprono due cappelle dedicate all’Addolorata e alla Madonna della Pace.

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